Google ha rivisto in profondità i suoi abbonamenti AI durante il Google I/O 2026, enfatizzando un taglio dei prezzi sulla sua offerta di punta. Ciò che l’azienda ha evitato di menzionare pubblicamente è il parallelamente inasprimento dei limiti di utilizzo del piano Google AI Pro, che influisce direttamente sugli abbonati da 19,99 euro al mese.
Una riorganizzazione delle quote presentata come un miglioramento
Google abbandona il sistema di limiti giornalieri fissi a favore di un modello basato sul « compute utilizzato ». Questi nuovi limiti di calcolo tengono conto della complessità della richiesta, delle funzionalità utilizzate e della lunghezza della conversazione. Secondo Google, questo meccanismo sarebbe più equo, poiché una semplice richiesta di testo consuma molte meno risorse di un compito che coinvolge la generazione video o codice complesso.
La quota si ricarica ora ogni cinque ore, fino al raggiungimento del limite settimanale. Se un abbonato supera il suo tetto sui modelli più potenti, viene automaticamente spostato su un modello più leggero, in modo da non interrompere completamente il suo utilizzo. Gli abbonati AI Pro e Ultra possono anche acquistare crediti aggiuntivi in modalità « pay-as-you-go » per Google Antigravity, Google Flow e, prossimamente, l’app Gemini.
Cosa ottengono concretamente gli abbonati AI Pro
Il piano Google AI Pro, mantenuto a 19,99 dollari al mese, offre limiti quattro volte superiori a quelli del tier gratuito, accesso al modello Pro, 5 TB di spazio di archiviazione e YouTube Premium Lite. Google non specifica il numero esatto di token o crediti inclusi, il che rende difficile qualsiasi confronto diretto con le offerte concorrenti.
Queste nuove regole si applicano anche agli altri prodotti IA di Google al di fuori di Gemini, in particolare Antigravity e Flow. Inoltre, Google pone fine ai 1.000 crediti IA gratuiti finora concessi agli utenti di Flow, pur assicurando che ciò non dovrebbe influire sulla loro esperienza. Gli abbonati possono monitorare il loro consumo dall’opzione Limite di utilizzo nelle impostazioni di Gemini.
L’annuncio che Google ha omesso di fare sul palco
Mentre Google lodava al Google I/O 2026 il lancio di un nuovo livello AI Ultra da 100 dollari al mese e la riduzione del prezzo della sua offerta premium a 200 dollari (contro i 250 dollari precedenti), la riorganizzazione delle quote del piano AI Pro non è stata pubblicamente menzionata durante la conferenza. È stato tramite email che le modifiche sono state comunicate agli abbonati interessati, un approccio che alcuni utenti hanno giudicato poco trasparente.
La reazione di una parte della comunità è stata immediata. Su Reddit, alcuni abbonati definiscono il nuovo sistema una truffa, con uno che segnala che una semplice richiesta di testo ha consumato il 13% del suo quota giornaliera. Questa percezione illustra un problema strutturale del modello basato sul calcolo: l’imprevedibilità del consumo per un uso comune.
Un movimento settoriale verso la tariffazione a consumo
Google non è l’unico a compiere questa svolta. GitHub ha recentemente riorganizzato le sue offerte Copilot, abbandonando il suo vecchio sistema di unità di richiesta premium a favore di crediti IA basati sui token effettivamente utilizzati durante gli scambi. I principali fornitori di IA faticano ad assorbire le esigenze delle funzionalità agentive più recenti, che possono generare decine di migliaia di token su più turni a partire da una singola richiesta.
In controtendenza, Anthropic ha recentemente raddoppiato i limiti di Claude Code per i suoi piani Claude Pro e Max, dopo aver concluso un accordo con SpaceX per rafforzare le sue capacità di calcolo. Questa decisione illustra che scelte diverse restano possibili, ma che presuppongono considerevoli investimenti infrastrutturali.
Cosa cambia per gli abbonati in pratica
Per un uso conversazionale leggero, basato su brevi richieste di testo, il passaggio al sistema di crediti dovrebbe rimanere trasparente. Invece, per gli utenti che sfruttano Gemini in flussi di lavoro intensivi, combinando generazione di immagini, ricerche approfondite o chiamate ad agenti, il consumo rischia di rivelarsi molto più elevato del previsto. Google si riserva inoltre il diritto di modificare i suoi limiti di utilizzo senza preavviso, il che rende difficile qualsiasi pianificazione a lungo termine.
Di fronte a questa opacità, si consiglia agli abbonati AI Pro di monitorare regolarmente il loro consumo dalle impostazioni di Gemini e di valutare se il passaggio all’offerta AI Ultra da 100 dollari al mese, con limiti cinque volte superiori, costituisca un’opzione più adatta alle loro reali esigenze. La ristrutturazione degli abbonamenti Google IA è lungi dall’essere terminata, e altri aggiustamenti tariffari o funzionali sono da prevedere nelle prossime settimane.
