Il mistero è svelato e il verdetto è brutale: la serie Galaxy S26 non cercherà di reinventare la ruota del design, ma tenterà una rischiosa scommessa tecnica sotto il cofano. Ecco la nostra analisi completa di una scheda tecnica che sta già dividendo.
Se vi aspettavate una rivoluzione visiva per l’annata 2026, passate oltre. La massiccia fuga di notizie rivelata da WinFuture e ripresa stamattina conferma ciò che gli analisti temevano: Samsung sta consolidando i suoi successi. Ma non fatevi ingannare, l’interesse è altrove. Per la prima volta, stiamo assistendo a una vera guerra di fonderie all’interno della stessa gamma, con l’introduzione del primo processore mobile realizzato con processo a 2nm da Samsung Foundry.
Ecco cosa bisogna ricordare (e cosa la scheda tecnica non vi dice).
Lo Scisma del Silicio: 10 Core o niente?
Questo è il principale punto di attrito di questa generazione. Samsung persiste nella sua strategia a due velocità, ma cambia le carte tecniche in tavola.
-
Il Galaxy S26 Ultra avrà diritto al Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5. Un chip realizzato con processo a 3nm (probabilmente da TSMC) che utilizza i core Oryon V3 « Phoenix ». Questo è il cavallo sicuro, il mostro di potenza bruta per il gaming e l’IA generativa locale.
-
I Galaxy S26 e S26+, invece, ereditano l’Exynos 2600. Ed è qui che le cose si fanno interessanti. A differenza degli anni precedenti, in cui l’Exynos sembrava essere una versione « al ribasso », questo modello 2600 inaugura un’architettura Deca-Core (10 core) e soprattutto una litografia 2nm GAA (Gate-All-Around).
La nostra analisi: Sulla carta, il passaggio ai 2nm dovrebbe conferire all’Exynos un’efficienza energetica superiore allo Snapdragon (3nm). Tuttavia, l’architettura a 10 core (1x3,9GHz + 3x3,25GHz + 6x2,75GHz) è una scommessa rischiosa sulla gestione termica. Samsung tenta di confondere le acque con il numero di core per compensare un ritardo storico in IPC (Istruzioni Per Ciclo). Se siete utenti esigenti, l’Ultra rimane l’unica scelta sicura.
Fotografia: L’Ultra Grandangolare esce finalmente dall’ombra
La stagnazione del sensore principale da 200 MP (probabilmente un’iterazione minore dell’ISOCELL HP2/HP9) non deve nascondere la vera novità: l’uniformazione dei sensori secondari.
Il Galaxy S26 Ultra adotta finalmente un Ultra Grandangolare da 50 Megapixel (f/1.9), abbandonando il vecchio sensore da 12 MP.
-
Perché è importante? Questo permette finalmente di registrare video in 8K o in 4K/60fps fluidi con tutti i sensori posteriori, e offre una « Macro Mode » decisamente più nitida.
-
Il teleobiettivo x3 rimane purtroppo a 10 MP, il parente povero di questa configurazione, mentre la concorrenza cinese (Oppo, Xiaomi) è passata al « tutto 50 MP » da due anni.
Autonomia: La barriera dei 45W finalmente infranta
Ci è voluto aspettare il 2026. Samsung si degna finalmente di superare la ricarica a 45W che ha frenato i suoi flagship fin dal S20 Ultra.
Il S26 Ultra sale a 60W in cablato. Non sono ancora i 120W di Xiaomi o Realme, ma dovrebbe essere sufficiente per ricaricare i 5000 mAh in meno di 40 minuti, contro un’ora in precedenza. Si nota l’arrivo dello standard Qi 2.2 per la ricarica wireless, che stabilizza il surriscaldamento a 25W.
Vale la pena acquistarlo?
| Criterio | Galaxy S26 / S26+ | Galaxy S26 Ultra |
|---|---|---|
| Target | Grande pubblico, alla ricerca di compattezza | Creatori, Gamer, Power User |
| Rischio | Alto (Chip Exynos 2600 da dimostrare) | Basso (Snapdragon 8 Elite Gen 5) |
| Schermo | 6,3" / 6,7" (LTPO 120Hz) | 6,9" (LTPO 120Hz + S Pen) |
| Prezzo | Da 999 € | Da 1469 € |
Il verdetto preliminare: Se possedete un S24 o un S25, tenetelo. I guadagni sono marginali. Invece, per i possessori di S22 o S23, il balzo in avanti sull’autonomia (batteria + litografia 2nm) e la versatilità fotografica dell’Ultra giustificano l’investimento. Rimane un’incognita importante: l’IA di Samsung (Galaxy AI) sarà in grado da sola di giustificare l’acquisto, come suggerisce l’assenza di una « killer feature » hardware?
